“Il genocidio dei Rohingya in Birmania: voci dai villaggi e i campi nel Rakhine”, un mio reportage pubblicato sulla rivista di geopolitica Eastonline

A dicembre ho avuto modo di visitare i villaggi e i campi in cui il governo birmano costringe il popolo Rohingya, di fede islamica, da generazioni in Myanmar.

Sono stato a Sittwe e dintorni, nel Rakhine State, in cui vivono gran parte dei Rohingyas che non sono emigrati nel confinante Bangladesh, anche li’ soggetti a privazioni e violenze.

Ho scritto un pezzo grazie alle testimonianze di una ONG che distrubuisce aiuti umanitari nei campi e di alcuni dei loro abitanti.

Il pezzo e’ stato pubblicato su una buona rivista di geopolitica online, Eastonline, e lo trovate qui, condito da alcune foto di volti e dei campi.

Un album di mie foto nei campi agli abitanti  Rohingya lo trovate anche sul mio profilo Facebook, qui.

 

Modamare Myanmar ’16, by me medesimo

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Modamare Myanmar ’16

Buona lettura

Riotta e Robbetto

Poco prima di pranzo ho acceso la tv. E’ comparsa Antonella Clerici tutta cosparsa di panna (slurp slurp), allora ho cambiato. Ho messo il 54, perche’ ricordavo corrispondesse a Rai Sport 1: magari beccavo Franco Bragagna che commentava la Coppa del Mondo di sci di fondo da Lillehammer o qualche replica delle gare di vela dalle Olimpiadi di Rio. Il 54 invece corrisponde a Rai Storia, dove Gianni Riotta intervistava Robbetto Saviano su Donald Trump.

Mesto, ho lasciato la tv accesa, sono andato in cucina e ho appiccato il fuoco accendendo il gas e urlando Allah Akhbar. La cucina e’ esplosa, il giardino ha preso fuoco. Il caco, il nespolo, il pero improduttivo da decenni, anche quelle cazzo di camelie, il tasso, gli allori, i papiri, le ortensie, l’olivo. Le rose, quelle maledette rose. Le case dei vicini stanno incendiandosi, i vicini si gettano fumanti dai balconi. Merli e piccioni sono abbrustoliti sull’asfalto, pure passerotti, gatti randagi, lucertole, cani da strada che avrebbero certamente avuto vita migliore se qualcuno avesse lanciato una raccolta fondi per la loro mancanza di croccantini. Pompieri intenti a spegnere le fiamme cadono intossicati. Macchine di passaggio saltano per aria. Cadono muri. Monteforte non esiste piu’.

Sto partendo per Tallahassee (Florida), per stringere la mano alla famiglia Casper, padre, madre e due figli. Foto di famiglia armati fino ai denti, barboncino con cappottino camouflage, gatto con occhi assetati di sangue.

Un amico di Gianni Riotta e Robbetto Saviano

RAITRE