Sentirsi Scott Bakula

Accadono cose strane, paragonabili ai combattimenti tra tirannosauri.

Alle corse con le bighe.

Agli scriba nel tempio.

Agli amanuensi che berciano con Adso da Melk.

All’invocare qualcuno con Orsù, al di fuori della madre di misericordia nel Salve Regina.

Alle palandrane.

Ai vespasiani a Trastevere.

Ai carbonai. Ai materassai. Ai cantastorie. Ai lustrascarpe alla stazione. Ai giullari di corte.

All’inchiesta di Jacini sulla pellagra nelle campagne del Mezzogiorno.

Alle giacche di flanella di Bertinotti.

Al taglio degli occhi di Occhetto, disegnato da Hanna&Barbera, su Rai Parlamento alle 17, su Raidue.

Alle Autobianchi 112, quelle Abarth.

Alla stampante ad aghi, su fredde scrivanie di lamiera.

Al gioco della bottiglia.

Al Tamagotchi.

Allo squillo sul cellulare, un range indefinibile tra il “ti sto pensando” e “andiamo in camporella” (non a me, ovviamente).

Ieri, su Facebook, qualcuno mi ha mandato un poke.

L’unico lo avevo ricevuto nel 2009.

Un salto nel tempo.

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3 pensieri su “Sentirsi Scott Bakula

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