Sentirsi Scott Bakula

Accadono cose strane, paragonabili ai combattimenti tra tirannosauri.

Alle corse con le bighe.

Agli scriba nel tempio.

Agli amanuensi che berciano con Adso da Melk.

All’invocare qualcuno con Orsù, al di fuori della madre di misericordia nel Salve Regina.

Alle palandrane.

Ai vespasiani a Trastevere.

Ai carbonai. Ai materassai. Ai cantastorie. Ai lustrascarpe alla stazione. Ai giullari di corte.

All’inchiesta di Jacini sulla pellagra nelle campagne del Mezzogiorno.

Alle giacche di flanella di Bertinotti.

Al taglio degli occhi di Occhetto, disegnato da Hanna&Barbera, su Rai Parlamento alle 17, su Raidue.

Alle Autobianchi 112, quelle Abarth.

Alla stampante ad aghi, su fredde scrivanie di lamiera.

Al gioco della bottiglia.

Al Tamagotchi.

Allo squillo sul cellulare, un range indefinibile tra il “ti sto pensando” e “andiamo in camporella” (non a me, ovviamente).

Ieri, su Facebook, qualcuno mi ha mandato un poke.

L’unico lo avevo ricevuto nel 2009.

Un salto nel tempo.

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“A margine dell’incidente ferroviario in Puglia: il disastro come prospettiva”. Un mio commento su Napoli Monitor

La settimana scorsa ho pubblicato sul portale di approfondimento online Napoli Monitor un commento in merito all’incidente ferroviario sulla tratta Andria-Corato secondo una prospettiva di disaster studies, con una breve riflessione su privatizzazione e trasporto ferroviario. Se vi va, lo potete leggete qui. A prescindere, Napoli Monitor merita di essere seguito.

Ricorrenze agostane

Dalla Pelosa di Stintino, spiaggiati con le vostre bronzee curve del benessere occidentale nel mare turchese. Dieta a base di pecorino. Un paio di sere, al tramonto, foto d’ordinanza alla roccia con la scritta Portocervo.

Dal campeggio di Capaccio Scalo, sulla sdraio arrugginita in canottiera e pantofole. Sullo sfondo, piatti ad asciugare dopo la vostra cena a base di freselle, pomodori e tonno.

Da qualche isola croata, sconosciuta fino a una settimana prima, foto dell’imbarco da Bari o da Ancona. A Dubrovnik andrete sicuro.

Da Kos e Mykonos, foto notturne insieme a truzzi conosciuti mezz’ora prima e gia’ compagni di bevute e di chiantelle.

Da Ibiza scandita a cassa dritta, occhiali da sole al tramonto a coprire le occhiaie da hangover di Bacardi annacquati.

Dalla Versilia, camicia profumata, mocassino senza calzino, insieme ad arroganti russi parvenu.

Da Melpignano, lerci di sudore e fradici di vino dalla notte della Taranta.

Da Gallipoli, casa scelta a marzo, una domenica mattina, famiglia al completo a scegliere l’appartamento per l’estate, altri amici giungeranno presto. Spesa portata da casa;

Dalla Costa Brava, dieci uagliuni in una casa da cinque. Ubriachi gia’ all’aeroporto, volo Vueling low cost, spesa a bordo di trenta euro per le birre. Importunare le hostess premendo dieci volte il pulsante della richiesta assistenza: obiettivo riuscito.

Dall’Algarve, qua gia’ vi siete applicati di piu’, poi puntatina a Lisbona o Porto, magari una preghiera a Fatima che mo’ che tornate a casa vi trova una fatica.

Jesolo, Rimini, Camerota e Corfu’ non si portano piu’.
La Turchia e Sharm el Sheik, al momento meglio di no.
Qualcuno scoprira’ il mare dell’Albania, macchina imbarcata a Bari, forse Cipro se c’e’ una rotta low cost da Capodichino.

Consigli per gli hashtag: ‪#‎solocosebelle‬; ‪#‎vidaloca‬; ‪#‎foodporn‬;‪#‎felicecolmioamore‬; ‪#‎ilpiaceredellepiccolecose‬; ‪#‎friendship‬‪#‎lagrandebellezza‬; ‪#‎nontorniamo‬; ‪#‎salutiatutti‬; ‪#‎restoqui‬; ‪#‎relax‬; ‪#‎mare‬;‪#‎spiaggia‬

Buone vacanze, meritate.